TAR Lazio, Roma, Sez. I, 24 maggio 2019, n. 6370

Atto amministrativo – Atto di alta amministrazione – Motivazione dettagliata – Esclusione – Fattispecie

L’adozione di atti di alta amministrazione non necessita di una dettagliata motivazione trattandosi di provvedimenti connotati da ampia discrezionalità stante lo stretto collegamento tra l’indirizzo politico e l’attività amministrativa. In applicazione dell’art. 6, l. 15 luglio 2002, n. 145 il nuovo governo o il singolo ministro del predetto esecutivo, come portatori di un potere di indirizzo politico sostanzialmente diverso da quello espressione del governo precedente, possono adottare provvedimenti amministrativi attraverso i quali modificare la composizione degli organi di vertice della P.A. senza supportarli con articolate motivazioni essendo sufficiente una motivazione generica magari per relationem che in quanto tale rinvia ad esempio a un parere emesso in precedenza da un organo consultivo. Nella fattispecie, con un provvedimento supportato mediante un parere emesso dall’Avvocatura Generale dello Stato era stato revocato l’incarico di Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.