Le costruzioni rurali sarde

Sussiste uno stretto rapporto tra le architetture rurali e l’agricoltura tradizionale radicata da tempo immemorabile in tutte le regioni del nostro Paese. Si tratta di costruzioni a tal punto rilevanti da essere elevate al rango di beni culturali quando siano testimonianza storica della civiltà contadina locale così come accade per talune costruzioni presenti nelle campagne della Regione Sardegna.

 

Alla metà del Diciannovesimo secolo, quando il riformismo sabaudo avviò il lungo processo di modernizzazione della Sardegna, in tutta l’isola non si contavano più di centoquarantamila case tra le quali circa ventimila concentrate nelle sette “città regie”. Pertanto, il variegato panorama dei centri rurali era composto da 120.000 abitazioni, quasi tutte unifamiliari e concentrate nei villaggi[1].

Abitare in Sardegna ha coinciso molto spesso con una abitazione di dimensioni minime tipica espressione dell’economia di sussistenza del vasto mondo della povertà rurale. Interi vicinati apparivano costituti da sequenze di cellule basse e spesso prive di spazi di pertinenza; più spesso le si incontrava incastonate in allineamenti di case più complesse a rappresentare la coesistenza fianco a fianco di ceti sociali tra loro eterogenei. E’ questo il patrimonio storico più esposto al rischio di sparizione, sia per il carattere arcaico ed elementare delle costruzioni e dello spazio abitabile, sia per il rigetto culturale che ha prodotto la sua identificazione con l’antica scarsità delle risorse disponibili sul territorio.

Di seguito vengono elencate le principali tipologie di costruzioni rurali oggetto di classificazione nell’atlante di tipi edilizi e delle architetture rurali gestito dalla Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici della Regione Sardegna.

 

Pinnetta

Le pinnettas sono antiche costruzioni pastorali di forma conica tipiche della Sardegna centro-orientale che ricordano le antiche capanne nuragiche. In alcune zone dell’Isola, ad es. in Ogliastra, vengono chiamate anche barraccos. Possono essere costruite integralmente in pietra a secco oppure con la base, rettangolare o circolare, in pietra e con il tetto di copertura in legno e canne.

Questa tipologia di costruzioni realizzate in territori selvaggi o, comunque non facilmente accessibili, venivano utilizzate dai pastori per depositare vivande e materiali utili al lavoro con il bestiame e per il pernottamento. Le pinnettas sono state riscoperte e utilizzate a fini turistici.

 

Medau

Si tratta di un tipico insediamento agropastorale del Sulcis – Inglesiente composto da un’aggregazione di cellule abitative varianti tra le quattro e le quindici unità.

 

Furriadroxius

E’ un insediamento agropastorale monofamiliare risalente al periodo compreso tra il 1700 e il 1800, tipico della struttura fondiaria e agraria del Sulcis e delle aree immediatamente adiacenti caduto in disuso nella seconda metà del XX Secolo per effetto dell’espansione degli agglomerati urbani e dello spopolamento delle campagne. Rimane un elemento strutturale ricorrente nella cultura, nella memoria storica, nella toponomastica e nel paesaggio rurale sardo.

 

 

 

[1] V. Mossa, Architettura domestica in Sardegna, Cagliari 1957; O. Baldacci, La casa rurale in Sardegna, Centro di Studi per la geografia etnologica, Firenze 1952.