Ai fini della prova del nesso di causalità fra l’attività lavorativa e la malattia contratta è necessaria e sufficiente una dimostrazione quanto meno in termini di probabilità, ancorata a concrete e specifiche situazioni di fatto, con riferimento alle mansioni svolte, alle condizioni di lavoro e alla durata e intensità di esposizione al rischio. La predetta impostazione risulta coerente in relazione alle vicende di militari che abbiano operato per lunghi periodi in teatri operativi esteri svolgendo mansioni pericolose in quanto implicanti il contatto ravvicinato con materiale radioattivo, residui di metalli pesanti e altre fonti di pericolo come le onde elettromagnetiche. Nella fattispecie si trattava di un militare inquadrato nella Brigata Sassari impegnato in missioni all’estero (Balcani, Iraq, Afghanistan e Libano)