Corte di Cassazione, sez. VI, 23 febbraio 2022, n. 5909

Famiglia – Assegno divorzile – Potenzialità di guadagno dalla libera professione – Rilevanza – Fattispecie

Spetta l’assegno divorzile alla donna, che pur titolare di un contratto di lavoro a tempo determinato, sia costretta a fronteggiare spese per taluni problemi di salute, risultando rilevanti per il calcolo del predetto assegno anche le potenzialità di guadagno che l’ex marito può trarre dall’esercizio della libera professione esercitata.  Nella fattispecie, l’ex marito svolgeva la professione di avvocato, inoltre l’unione matrimoniale si era protratta per oltre trenta anni e la donna aveva fornito un significativo contributo alla vita della famiglia. La Suprema Corte ha riconosciuto legittimo il diritto a percepire l’assegno divorzile per un importo mensile pari a trecentocinquanta euro.