Tribunale civile di Venezia, decreto 8 luglio 2020

Pubblico impiego – Dipendente in smart working – Buono pasto – Non spetta – Fattispecie

Al pubblico dipendente che opera in regime di lavoro agile (smart working) non spetta la fruizione dei buoni pasto giornalieri. Nella fattispecie si trattava di un dipendente di Ente locale. Il diritto ai buoni pasto in favore dei lavoratori degli enti locali è previsto al Titolo VI, C.C.N.L. 14 settembre 2000, rubricato “Trattamento Economico”, e in particolare dagli artt. 45 e 46, richiamati all’art. 26 del menzionato C.C.N.L. di comparto, che ne subordinano la fruizione a specifici requisiti relativi alla durata giornaliera della prestazione lavorativa. Per la maturazione del buono pasto, sostitutivo del servizio mensa (v. art. 45, CCNL di comparto), è necessario che l’orario di lavoro sia organizzato con specifiche scadenze orarie e che il lavoratore consumi il pasto al di fuori dell’orario di servizio. Quando la prestazione è resa secondo le modalità del lavoro agile i citati questi presupposti non sussistono proprio perché il lavoratore è libero di organizzare come meglio ritiene opportuno la prestazione sotto il profilo temporale.