Corte di Cassazione penale, sez. III, 26 febbraio 2026, n. 7631

Ambiente e paesaggio – Demanio marittimo – Stabilimento balneare – Sequestro – Tutela del paesaggio – Legittimità –  Concessione demaniale – Irrilevanza – Fattispecie

Legittimamente il giudice penale dispone il sequestro a tutela dei beni paesaggistici configurandosi un interesse pubblico prevalente sui diritti scaturenti dalle concessioni demaniali di aree rilevanti sotto in profilo ambientale. Nella fattispecie, erano stati contestati al titolare di una concessione demaniale marittima sita in località Cala Bona (Alghero) il reato di cui all’art. 181, d.lgs. 42/2004 (Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa) e il reato di all’art. 518‑duodecies c.p. (Distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici) per una radicale trasformazione della fascia litoranea mediante sbancamenti; livellamento di  rocce; posa in opera di manti erbosi, installazione di  numerose pedane, strutture amovibili, pontile e scale di accesso al mare. Tali interventi sono stati ritenuti idonei a produrre un’alterazione, in parte irreversibile, dell’ecosistema costiero.