Consiglio di Stato, sez. IV, 11 settembre 2026, n. 6861

Edilizia e urbanistica – Attività edificatoria – Veduta panoramica – Perdita – Specifica prova – Necessità – Fattispecie

La veduta panoramica del luogo consiste in una situazione di fatto derivante dalla bellezza dell’ambiente e dalla visuale che si gode da un certo posto, che può trovare tutela nella servitus altius non tollendi, la quale tuttavia deve essere provata, poiché l’esistenza del diritto di veduta del panorama non può trovare fondamento nella mera preesistenza della visuale rispetto all’opera contestata (Corte di Cassazione, Sez. II, 22 giugno 2023, n. 17922) Inoltre, è ben vero che la visuale panoramica, anche se priva di una diretta protezione giuridica, può rappresentare una qualità che incide sulla migliore fruibilità dell’immobile e quindi sul suo valore economico. In questo senso la sua compromissione può, in concreto, integrare i presupposti di un pregiudizio idoneo a configurare l’interesse a ricorrere. Tuttavia, deve essere riscontrabile “un pregiudizio effettivo e “serio”: deve cioè trattarsi di una visuale effettivamente fruibile e connotata da evidenti, peculiari e qualificati profili di pregio, proprio per evitare che l’iniziativa giudiziaria finisca per essere piegata a fini meramente emulativi o comunque estesa sino a ricomprendere profili di danno meramente soggettivi, disancorati da dati di realtà” (Consiglio di Stato, Sez. IV, 6 agosto 2025, n. 6958; Consiglio di Stato, Sez. IV ,17 settembre 2024, n. 7162; Consiglio di Stato, Sez. IV, 6 settembre 2024, n. 7464). Nella fattispecie, a seguito della ristrutturazione di un edificio assentita regolarmente dal Comune di Venezia, taluni cittadini lamentavano la perdita della visuale paesaggistica ostacolata dal nuovo manufatto edilizio così come si configurava dopo la ristrutturazione.