TAR Veneto, sez. IV, 5 febbraio 2026, n. 329

Demanio e patrimonio – Suolo pubblico – Concessione – Revocabilità – Condizioni – Fattispecie in tema di bar

Secondo la consolidata giurisprudenza, in via generale, nel nostro ordinamento, il beneficiario di una concessione di occupazione di suolo pubblico è titolare, nei confronti dell’Amministrazione concedente, di una posizione di interesse legittimo, non di diritto soggettivo su cosa altrui (sul bene demaniale, nel caso specifico), con la conseguenza che non può configurarsi un diritto di insistenza nel mantenimento dell’occupazione essendo quest’ultima sempre revocabile per ragioni di interesse pubblico. (TAR Toscana, Sentenza n. 690 del 2023). Ancora più chiaramente, intervenuta la scadenza naturale della concessione, non sussiste alcun diritto di insistenza in capo al concessionario né alcuna aspettativa ad ottenere il rinnovo della concessione, ma una mera facoltà per l’Amministrazione di disporre, su istanza dell’interessato, detto rinnovo, che può essere denegato allorquando ricorrano oggettive ragioni di pubblico interesse (Consiglio di Stato, Sentenza n. 9848 del 2024). Ciò premesso, è legittimo il diniego opposto dal Comune di Venezia al rinnovo della concessione di occupazione di suolo pubblico per un’attività di pubblico esercizio (bar) risultato privo di servizi igienici ad uso della clientela che costituisce requisito essenziale per il rilascio del titolo concessorio.